KENYA - Campi Ya Kanzi 2008
Campi ya Kanzi in Kiswahili significa il Campo del Tesoro nascosto.
Ci troviamo nel Kenya meridionale,
all'interno di 1.200 kilometri quadrati di riserva privata Maasai, dominata dal
Monte Kilimanjaro che da qui dista solo circa 50 kilometri.
I Maasai sono i padroni di casa, in una delle ultime regioni intatte
dell'Africa. Tre parchi nazionali (Chyulu, Tsavo ed Amboseli) circondano la
proprietà che ospita innumerevoli specie di uccelli, animali selvatici e piante.
Campi ya Kanzi appartiene alla comunità Maasai locale. È un'iniziativa di ecoturismo equo e solidale reale nella quale chiunque venga ha un ruolo attivo nella salvaguardia della terra e della cultura Maasai. Per ogni giorno trascorso a Campi ya Kanzi, il Conservation Fee di $30 (quota per la salvaguardia dell'ambiente) è destinato alla comunità Maasai, per proteggere gli abitanti, la flora e la fauna indigeni.

Ho conosciuto Luca e Antonella nel 2004, io e Paola siamo capitati in Kenya quasi per caso, è stata una esperienza folgorante, una scarica di adrenalina durata per tutta la permanenza al campo.
In un territorio così vasto le comunicazioni sono essenziali, ad oggi vengono impiegati al campo ben 36 portatili Motorola GP300 e sui Land Rover sono montati dei GM300. E' pure in funzione un ponte radio realizzato sempre con due GM300. Le radio sono state scelte in funzione della loro robustezza, sempre a contatto con polvere e temperature altissime,specialmente quelle del ponte.
Con il tempo Luca si è accorto che un ponte unico non bastava, al campo infatti si impiegano diversi Game Scout che necessitano di comunicazioni separate in modo da non disturbare quelle del campo. Pane per i miei denti, con grande entusiasmo ho iniziato questa mia avventura. Ancora Africa, solo a pensarci sale l'adrenalina, emozioni già vissute........
Raggiungiamo Campi ya Kanzi arrivando a Nairobi via Zurigo con un volo Swiss Air, dopo una notte trascorsa a Nairobi vedo Luca al mattino al Wilson Airport, è arrivato lui stesso a prenderci con il suo aereo.
Nell'ora scarsa che impieghiamo ad arrivare al campo ho anche l'ebrezza di pilotare il Cessna !!!
La stagione delle pioggie ha anticipato di un mesetto, ci sono nuvole ovunque ma il viaggio scorre tranquillo.
Per un paio di giorni ci godiamo l'Africa e la sua magia, poi si inizia a fare sul serio.

Il ripetitore si trova su una collina vicino alla pista di atterraggio, gli animali sono ovunque, nei 10 minuti di strada incontriamo un maschio di Impala con tutto il suo harem e una giraffa che, spaventata, se la fila a gambe levate........

Arrivati ai piedi della collina zaini in spalla e si parte. Pole pole in Kiswahili significa adagio adagio, ma non mi ascoltano, del resto la strada la conoscono meglio di me. Dopo un attimo mi hanno praticamente seminato, non li vedo nemmeno.
La stranezza è che pur essendoci un sentiero loro risalgono la collina dritto per dritto !

Arrivati finalmente in cima Alfred si mette immediatamente ad installare la nuova antenna mentre io mi occupo dell'assemblaggio del ponte


Il tempo di sistemare fare le ultime prove con il carico fittizio e collego l'antenna ed il ponte è pronto per funzionare

Ok, richiudiamo il tutto, missione compiuta, si ritorna al campo !

Niente da fare, mi staccano anche in discesa, con il mio inglese maccheronico cerco di spiegare che anche il mio nome Va-lentino significa che non sono proprio un mostro di velocità !

Almeno una volta raggiunta la Land Rover mi aspetta un coca-cola ! Se la ridono pure !!! Anche la giraffa ora non scappa nemmeno, sarà un caso ?

Ciao Luca, Antonella, Lucrezia, Jacopo, Stefano e tutti i Maasai del campo, ciao Africa !!! Sono appena tornato e già ho nostalgia, se il mal d'Africa esiste davvero io devo essere proprio inguaribile !!!!